“Sa', la scuola riparte in presenza, speriamo bene”, dice la giovane mamma tirata come dovesse partecipare ad un galà di moda. “Si, però a me piaceva più la scuola in pigiama (DAD, n.d.a), per lo meno non dovevo fare la fila alla panetteria!”, osserva un ragazzino appena appena grandicello caricato da uno zaino sulle spalle che nemmeno i fanti del '15-'18 dovevano trascinare. Ma la scuola non era diventata smart? I tablet e gli smartphone non avevano sostituito le pile di libri e quaderni? Mi sa di no: era una finta... innovazione!
Il grande dibattito tra le mamme, comunque, è se e quando riprenderanno le chiusure. “Comunque, i lockdown e le chiusure sono un arma troppo ghiotta nelle mani dei governi affinché possano rinunciarvi”, chiosa una signora che pare un pochino più impegnata.
La discussione da primo giorno di scuola, tuttavia, non è questa. Si articola su: “Cosa avete mangiato ieri alla festa?”; “Ma il banchetto del matrimonio è andato bene?”; “Hai visto le nuove collezioni griffate per l'autunno-inverno?”, eccetera, eccetera. Buon segno: stiamo tornando normali. O quasi!
P.s.: ed ora un pò di mare anche per i poveri... indigeni!
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