sabato 29 marzo 2025

Frollini flash (cronaca friabile della settimana)

ROSETO. Torna alle cronache, grazie ad una parte della stampa teramana, la vecchia questione del conflitto (politico) degli interessi. Ma nella settimana c'è anche altro. Ad esempio...

23 marzo. Obiettivi centrati. Dichiara di aver centrato quasi tutti gli obiettivi del programma, il sindaco Nugnes al quotidiano Il centro. E c'è da credergli. A patto che per obiettivi s'ntendano il disastro urbanistico del lungomare, la compromissione del paesaggio del giardino della Villa, la mancanza di una sala teatrale in città, l'incapacità ad elaborare una che sia una proposta realistica in grado di salvare le aree pianeggianti del Borsacchio. Se tali erano gli obiettivi, non ne ha mancato uno.

24 marzo. A proposito di trasparenza. Affiorano all'albo pretorio gli atti per i quali, giorni prima, il sindaco ha richiesto e ottenuto rilevanza di notizia. E l'ordinarietà si sostiuisce alla pretesa notiziabilità. Con un'aggravante: la cosiddetta trasparenza, in nome della quale si pretende protagonismo mediatico, si sostanzia in centinaia di pagine burocratiche allegate agli atti medesimi: sfido quanti cittadini le leggano e, soprattutto, ne capiscano qualcosa. A proposito di trasparenza.

25 marzo. Politica dei due forni. Il consigliere regionale forse più vicino al professor D'Amico, quello per la cui elezione l'allora candidato del centro-sinistra si spese personalmente scendendo anche a Roseto per esclusive foto-social con tanto di torta, il fedelissimo Enio Pavone di “Azione” cioè, non solo si diffonde in ampi riconoscimenti (e non è la prima volta) verso le aperture della maggioranza Marsilio, ma vota anche in modo diverso dall'opposizione (e non è la prima volta). Il professor D'Amico che ne dice?

26 marzo. Sconto di 2 euro. Si accontenta di uno ribasso del 2 per cento (2 euro ogni 100 di importo) il Comune nell'aggiudicare alcuni lavori per un campetto di quartiere (ma anche il 7.4 della palazzina per il centro dell'impiego non spicca certo per essere uno scontone). Intanto la chiesa di Montepagano non si capisce se abbia o meno l'agibilità parziale. Ed il Pd interroga sul perché ancora non si pone mano alla Casa di comunità già distretto sanitario che dir si voleva. Ma il sindaco risponde a strettissimo giro: la firma per far partire i lavori è giunta proprio mentre il Pd diffondeva la notizia dell'interrogazione. Conicidenze!

27 marzo. Custodia o gestione? Riemerge uno dei vari casi passati alle cronache come conflitto d'interessi. Grazie ad alcuni organi di stampa teramani ed all'affondo di Si.Amo-Roseto. Ed a margine si nota una questione: lo stadio Fonte dell'Olmo è dato in custodia o in gestione? Un documento del dicembre 2023, poi confluito in un atto ufficiale, usa la parola gestione.

28 marzo. Distrazione cercasi. Dal Palazzo si prova a distrarre l'opinione pubblica con notizie di secondaria, terziaria, quartaria... nessunaria importanza. Tipo, chi partecipa alle riunioni di chi.

N.b: i frollini sono stati chiusi, pardon messi in forno, alle ore 22:00 di venerdì 28 marzo. Saranno disponibili per i consumatori, ehm lettori, dalle ore 7:00 di sabato 29 marzo. Aurevoir

mercoledì 26 marzo 2025

Ariecco il conflitto degli interessi

in primo piano, l'assessora D'Elpidio
ROSETO. Come un fiume carsico, ogni tanto – soprattutto grazie ad una parte della stampa teramana – riaffiora una caratteristica peculiare della politica amministrante il comune di Roseto, quello che in gergo suol definirsi con il termine amichettismo, o più storicamente nepotismo, se si vuole.

Così questa mattina il sito de I due punti, di Giancarlo Falcone e quello di Certastampa, hanno pubblicato due note di cronaca (i link li trovate anche su Roseto eclettica), che potrebbero inserirsi nel filone. Argomenti poi commentati in giornata da Fratelli d'Italia, Lega e Siamo-Roseto con rispettive note critiche.

Di cosa si tratta? Uno, quello riportato da Certastampa, riguarda l'uso del principale campo di calcio cittadino, dal quale una società sportiva si è sentita esclusa. E da quell'esclusione ha percepito una posizione di potere da parte di un altra entità associativa, che quel campo ha in custodia dal Comune e che è rappresentata da persone vicine all'amministrazione civica, militanti in liste politiche di appoggio, con candidature alle spalle nelle stesse liste. E qui si apre un problema. La sensazione ovvero di un canale diverso, più confortevole per chi è considerato prossimo al potere politico municipale rispetto a chi non lo è, o lo è di meno. E bello non è.

V'è da considerare, però, che Roseto è sì una cittadina di 26 mila abitanti, ma questi sono sparsi per nuclei o quartieri. Il centro-centro, la zona spiaggia per capirsi, d'inverno non saranno più di 6-7 mila. Tutti si conoscono, quindi, e molti sono parenti. La politica, allora, è tipica dei piccolissimi borghi del Bel Paese. Se poi per farsi eleggere – come è successo nel 2021 – canditi mezzo paese, peggio mi sento.

Tuttavia questa caratteristica non spiega completamente il secondo caso, quello riportato da I due punti. Che riguarda più propriamente l'assessore Annalisa d'Elpidio. Qui ha approfondito il tutto Si.amo-Roseto, presieduta da Vanessa Quaranta e rappresentata in consiglio comunale da Teresa Ginoble. Si.amo ha scoperto che c'è un'associazione messa sù da quattro ex-candidati pro-Nugnes nella lista dell'assessora D'Elpidio, ove ci sarebbe anche una sua parente, che ha preso contributi per circa 50 mila euro per eventi - scrive Si.Amo – “svolti prima che l'associazione nascesse”. In particolare, l'associazione risulta costituita il 12 agosto 2024 e gli appuntamenti finanziati hanno “avuto luogo tra il maggio 2024 e l'11 agosto 2024”. Per di più, osserva ancora Si.Amo, l'assessore risulta aver deliberato in merito. Si.amo teme che potrebbe esserci qualcosa di più di un mero fatto di costume, che già non sarebbe lieve.

Ora, è facile intuire quale sarà la risposta dell'amministrazione: è tutto regolare e le iniziative in tema sono meritorie. Benissimo, anzi malissimo. Perché se sono meritorie le iniziative, che necessità c'è che dentro le società che le organizzano ci siano gli assessori stessi (come nel caso dell'assessore Luciani, fondatore-amministratore e poi, pare, solo socio di un'associazione che si occupa di musica) o amici e parenti degli assessori, come dice Si.amo nel caso della D'Elpdio? Sono buone iniziative, le fa chi le deve fare e gli assessori fanno gli assessori, o no? Perché devono esserci così vicini? Temono che restandone lontani le associazioni non reggano? Le manifestazioni saltino? Davvero non si capisce, insomma.

Ciò detto, però, qual è il problema politico? Semplice, che all'opinione pubblica non gliene importa nulla. Considera questi atteggiamenti normali. Vi ha fatto il callo. Anche perché le cosiddette, chiamiamole così per farci capire, elite culturali cittadine, accettano a loro volta tali comportamenti senza problemi. Come tutto sommato li lascia passare grandissima parte dell'informazione cittadina (tranne qualche eccezione, forse solo un paio appena).

La domanda è: fino a che punto alla gente non importerà nulla? Queste righe pensano fino in fondo. Però, siccome questi comportamenti della politica amministrante sono ripetuti, se l'opposizione – o anche soltanto una piccola parte di essa – vi batte di continuo, ahi visto mai che qualche significativa porzione della pubblica opinione, che pur a tutt'altro pensa, non si svegli?

Ripeto, queste righe non lo credono. Ma chi amministra, può contare sempre sull'indifferenza degli elettori? Boh, chi vivrà vedrà.

sabato 22 marzo 2025

Frollini flash (cronaca friabile della settimana)

ROSETO. “...Quando i palazzoni saranno freschi di vernice il popolo plaudirà... Poi, dopo qualche anno, verrà fuori il beton-brut, ma il popolo si sarà già spellato le mani”

15 marzo. Prg aspetta pure. Annuncia un complicato giro che dovrebbe portare entro l'anno al nuovo piano regolatore, l'assessore ombra all'urbanistica (ombra molto lunga), Enio Pavone. Lui dice in nome della partecipazione. Di fatto, però, si finirà per tirarla per le lunghe. Ma che importa? dopo tutto, il piano regolatore si aspetta solo (!) da un quarto di secolo.

16 marzo. Palazzoni a mare. Deciderà il 25 settembre prossimo il Consiglio di Stato sui palazzoni a mare. Ma qualunque decisione sarà (circa la quale i frollini non nutrono fiducia alcuna), la sorte del lungomare è segnata. Perché al concetto di casa a mare si è sostituito (e sempre più si sostituirà) l'anonimo stile dei condomini. Ma quando questi saranno freschi di vernice e magari inaugurati in fascia tricolore e porpore benedicenti, il popolo plaudirà, perché gli sembreran belli. Poi, dopo qualche anno di salsedine, verrà fuori il beton-brut, ma il popolo avrà già plaudito. Occorreva un vincolo architettonico alla bellezza sul lungomare. Ma purtroppo nessun tar o consiglio di stato potrà mai darlo.

17 marzo. Ed io ti taglierò... nastro a primavera... (2027). Rotoli di nastri (tricolore) incroceranno le sforbiciate nella primavera 2027, casual data d'elezioni. Se va bene, infatti, si avrà qualche nuova scuola, un nuovo sottopasso della stazione ed anche il pontile ri-pavimentato, ri-parapettato, ri-illuminato, ri-arredato. Secondo un elaborato redatto dal Comune nel quale son previste spese di progettazione per circa 130 mila euro, nonostante l'amministrazione sostenga di essersi avvalsa anche di un progetto di idee a sua volta acquisito con non lieve esborso di denaro proprio dal Comune.

18 marzo. 39 mila euro per un piano inutilizzabile. Non è stato mai presentato il ricorso al capo dello Stato contro il taglio della riserva Borsacchio, cui era solenne impegno davanti al consiglio comunale intero. In compenso sono stati pagati 39 mila euro per la redazione di un piano (PAN) della Riserva inutilizzabile stante la revisione dei confini. A proposito: ma il redigendo piano regolatore by-Pavone cosa prevede nelle aree ex-borsacchio?

19 marzo. Le scuole e la Villa. Ma quando la smetteranno di considerare il giardino della Villa comunale come fosse un prato alberato del sottoscala di una qualsiasi scuola d'infanzia o una palestra d'esercizio per muscolosi ambientalisti tuttofare? Ci mancava pure la festa del papà. Ma è così difficile capire che li occorre solo ricostituire la quinta alberata del vialetto d'ingresso e ripiantumare solo l'edera rampicante nei vuoti della recinzione? Che non puoi mettere meli e peri et similia tra l'altro a vanvara (un metro e mezzo fuori scala da un lato, ad esempio) perché quando perdono le foglie si perde l'effetto prospettiva? Che non lo capisca l'assessore alla cultura passi, è troppo impegnato per la Romani, la biblioteca, i buoni-mensa e gli happening musicali, ma che non se ne rendano conto le scuole è sconsolante.

20 marzo. La notizia la fa lui. Il sindaco ha una fortuna: qualsiasi cosa dice, il giorno dopo (o subito appresso) diviene notizia. Anche se parla di oscuri regolamenti che nessuno conosce. Stranamente, però, ha deciso non facesse notizia la sua ordinanza di chiusura di pozzi presuntamente velenosi. Lui non ne ha fatto notizia. E notizia non è stata.

21 marzo. Far-west vie interne. Non solo sosta selvaggia, ma anche velocità sfrenata. Persino ai frollini è stato raccontato di persone (soprattutto anziani e bambini) e bici a propulsione umana, che hanno rischiato d'essere investiti nelle strette vie del centro ove i marciapiedi sono una striscia come un bastone d'ombrellone. Ma possibile, perdincibacco, che dove non servono, dove son buoni solo a dar fastidio a qualche povero cristo che si distrae senza far male nemmeno ad un farfalla, è pieno di limiti e divieti e dove occorrono non ci sono o non vengono fatti rispettare. E che diamine! Ma sempre il mondo alla rovescia deve piacere alle leggi?

N.b: i frollini sono stati chiusi, pardon messi in forno, alle ore 22:00 di venerdì 21 marzo. Saranno disponibili per i consumatori, ehm lettori, dalle ore 7:00 di sabato 22 marzo. Aurevoir

sabato 15 marzo 2025

Frollini flash (cronaca friabile della settimana)


ROSETO. a-script: i frollini sono stati chiusi, pardon messi in forno, alle ore 22 di venerdì 14 marzo. Saranno disponibili per i consumatori, ehm i lettori, dalle ore 7:00 di sabato 15 marzo. Aurevoir

9 marzo. Dài Francesco, sei tutte noi! Altro che conflitto d'interessi. Altro che scuola Romani o biblioteca; musiche estive o buoni-pasto; buco paesistico alla Villa o alberi a casaccio piantati a caso. Dovevate vederlo il dottor Luciani, pluriassessore della Giunta Nugnes, ammirato ed applaudito al Premio Donna. Messaggio chiarissimo: non solo il suo (detto) conflitto d'interessi cade nell'ovvia indifferenza dell'opinione pubblica generale, ma è pienamente accettato, anzi considerato normalissimo, negli inner circle culturali cittadini.

10 marzo. Meno 360 mila euro. Mentre si acquista un suv-fuoristrada da 2.500 di cilindrata per il modico prezzo, a noleggio, di 63 mila euro, la ragioneria dell'Ente determina nel settore di bilancio della polizia municipale ben 359 mila euro di residui passivi. Vale a dire, a fronte di zero, diconsi zero euro, da incassare come residuo dell'an passato, se ne devono ancora pagare circa 360 mila. Insomma, si è andati larghi con le previsioni!

11 marzo. Timing perfetto. Ma allegria, è facile che per le elezioni del 2027 avremo la stazione dei treni rinnovata. Intanto abbiamo cominciato ad annunciarla. Per creare un po' di suspance. In attesa della nuova stazione, tuttavia, il sito internet municipale svela un altro tipo di timing. L'associazione di cui l'assessore Francesco Luciani è stato fondatore e dirigente (all'inzio), quindi socio (secondo le opposizioni) ha beneficiato (oltre al contributo di 15 mila-45 mila nel triennio per l'evento musicale estivo e l'affidamento da 17 mila euro – al momento sospeso – per la biblioteca), anche di una sovvenzione di 15 mila euro nell'ambito dei festeggiamenti natalizi. Il relativo pagamento è apparso appunto oggi sull'albo pretorio.

12 marzo. Se fanno come il campanile “'st'apposte”! Riapre a metà la chiesa di Montepagano, il cui torrino fu colpito da un fulmine sei mesi or sono. Ma così, teme Simone Aloisi, ex-consigliere comunale Pd paganese, funzione e fruizione dei contenuti artistici sono compromessi. Si spera allora la chiesa non segua il campanile, ingabbiato da circa due anni con ritardi notevoli nei lavori condotti della Sovrintendenza sui quali ritardi il Comune, nella sostanza, nulla obietta.

13 marzo. Alla musica il 28 per cento più delle strade. Il Comune dirama un avviso pubblico ed invita le associazioni che vogliono organizzare manifestazioni estive a farsi avanti. Tranne, è da pensare, per qualcuna di codeste già da tempo assegnata, tramite affidamento diretto con tanto di delibera amministrativa. Ed talmente rilevante, detto affidamento, che supera del 28 per cento nel suo totale la cifra che si vanta di aver riservato alla manutenzione delle strade secondarie: 77 mila di quelle contro 60 mila di queste. Insomma, per le strade poderali 3 euro al metro lineare (poco più di due caffè al metro), per la musica e gli eventi relativi 59.231 caffé, tanto per restare nel paragone!

14 marzo. Ola for sindaco. Applauso preventivo in favore del sindaco Nugnes da parte dei giovani studenti che formano la quasi totalità del pubblico di un convegno in tema di rifiuti. Ed i frollini si sentono subito a disagio. Anche perché il pagamento della raccolta rifiuti è obbligatorio per legge, quindi il guadagno delle aziende del settore pressocché sicuro, ed anche se non ti piace il servizio devi pagare lo stesso. Ora, essere obbligato a pagare e poi sentirsi genericamente parlare di incivili a proposito di chi getta i rifiuti dove non si dovrebbe non avendolo tu frollino mai fatto, è come vedersi incolpato ingiustamente di quel che non va mentre reggitori del servizio e della politica si prendono la ola per quel che va. E no! i frollini non ci stanno. Ed infatti hanno salutato e se ne sono andati.

venerdì 14 marzo 2025

Chi ha vinto e chi ha perso sul regolamento

ROSETO. Allora, come è finita (per ora) la battaglia sul regolamento del consiglio comunale? Vediamo. Nel febbraio di un anno fa, se ben ricordo la data, i consiglieri Teresa Ginoble e Francesco di Giuseppe, pagando – bisogna ricordarlo sempre – il ricorso di tasca loro, avevano vinto per ko tecnco, per dirla con gergo pugilistico. Con vittoria anche delle spese, come si dice. Quindi totale successo.

Ma che è capitato? Queste righe, tra ieri ed oggi, parlando e riflettendo, si sono formata la seguente idea. Che non pretende naturalmente di essere presa per oro colato, ma ritiene possa essere dibattuta.

Dopo la prima sentenza ovvero è capitato che la maggioranza ha cominciato ad applicare di nuovo il regolamento che c'era prima delle modifiche. E questo reggeva in qualche modo le deliberazioni. Se i ricorrenti avessero voluto tirare maggiori (e legittime) conseguenze politiche dalla loro vittoria, dovevano avere la possibilità anche di invalidare qualche deliberazione. Allora hanno chiesto che il vecchio regolamento venisse approvato di nuovo, sostenendo che era decaduto. Se la maggioranza avesse acconsentito, avrebbe implicitamente ammesso che si deliberava in assenza di regolamento. Quindi la maggioranza non poteva acconsentire pena la messa in discussione dei deliberati.

A quel punto, cosa ha scelto la maggioranza? Ha scelto si di riapprovare il regolamento, ma modificandolo con degli emendamenti. Di nuovo a colpi di maggioranza, cioè d'imperio. Di qui il nuovo ricorso al Tar di Teresa Ginoble e Francesco di Giuseppe, cui si è unito anche Nicola Petrini.

Il Tar, qualche giorno fa, ha dato di nuovo ragione ai ricorrenti, ma di fatto, per una questione di termini del deposito degli atti. Termini che però sono essi stessi nel regolamento. Da cui il ragionamento della maggioranza: siccome per accogliere il ricorso i motivi vengono tratti dal regolamento impugnato, questo è in vigore e perciò non andava riapprovato (per la verita la sentenza lascia aperto anche il dubbio che forse poteva anche essere emendato). Con la non secondaria conseguenza che le deliberazioni sarebbero salve.

Quale la conclusione di tutto questo? Che se la prima vittoria era per Ko la seconda è ai punti. È sempre una vittoria nel senso politico, ma non utilizzabile tecnicamente. Questo pare il sunto a queste righe. Aggiungendo, però, che Teresa Ginoble e Francesco di Giuseppe, ed anche Nicola Petrini, hanno agito rimettendoci i propri soldi contro quello che hanno ritenuto un sopruso da parte di un'amministrazione che vuole fare, e fa, un po' quello che vuole. E questo gesto non è consueto e perciò andrebbe apprezzato davvero e senza infingimenti.

giovedì 13 marzo 2025

Buona la terza (vittoria al Tar), ma non basta

ROSETO. Chiedono le dimissioni della presidente del consiglio comunale, Gabriella Recchiuti, i consiglieri Teresa Ginoble, Francesco di Giuseppe e Nicola Petrini, dopo la terza vittoria al Tar contro il regolamento consiliare (che potete leggere sulla pagina Fb Roseto eclettica di ieri).

Al di là del merito tecnico della sentenza, tuttavia, secondo queste righe il messaggio politico che vogliono far passare Teresa Ginoble e Francesco di Giuseppe (oltre che Vanessa Quaranta, presidente di “Si.Amo”), si può riassumere così.

Primo: l'attuale amministrazione non sa fare le cose, anzi spesso quel che fa è illegittimo, quindi venato di superbia sprezzante verso le regole;

Secondo: per converso le vere capacità amministrative risiedono in quella che oggi è una parte dell'opposizione; da cui la contrapposizione netta tra l'attuale presidente del consiglio e la precedente, ovvero tra Gabriella Recchiuti e Teresa Ginoble.

Terzo: voler dimostrare che gli attuali inquilini del palazzo pensano soltanto alla loro fortuna politica e per farlo sarebbero capaci di tutto.

Questa pare la tesi, non detta ma evidente, di Si.Amo-Roseto e di Fratelli d'Italia di Roseto (e sottolineo, di Roseto). Funzionerà? Il regolamento sarà la cartina di tornasole del tutto? Queste righe non lo sanno. Ed a dir il vero ne dubitano. Perché per far passare un simile messaggio occorre una narrazione forte, che l'amministrazione Nugnes esercita alla grande e l'opposizione (tutte le opposizioni) per nulla.

C'è poi un'altro ragionamento da fare. E riguarda la figura dell'avvocata Gabriella Recchiuti. È una figura chiave nella politica di Nugnes. Senza di lei il rapporto tra la “Azione” di Sottanelli e la nuvola di liste civiche nugnesiane sarebbe più difficile. Mentre lei, attraverso la comune militanza nelle organizzazioni cattoliche con Mario (Nugnes), fin da giovanissimi, garantisce la fluidità di questo meccanismo centrale nel sistema di potere locale.

È chiaro quindi che le ripetute censure del Tar un po' si fanno sentire. Come un po' si riflettono sul rapporto cordialissimo che la presidente ha instaurato con la segreteria generale, da cui è sempre assistita con pareri che ne confortano l'azione.

Però, ripeto, tutto questo è nella politica... politica. Non arriva al popolo, che tra l'altro se ne infischia altamente – ed a ragione – della politica in generale. Ecco perché a Si.Amo-Roseto e Fratelli d'Italia-Roseto non basta vincere al Tar (certo, se avessero perso non ne parliamo), ma devono passare verso l'elettorato. E verso l'elettorato passi con la comunicazione, non con le sentenze. Ed anche con un pò di sano populismo, senza il quale non si va da nessuna parte.

Purtroppo oggi è questo. Chi è fuori da un certo tipo di comunicazione è fuori dalla politica. Triste, ma tant'è. Comunque rimetterci dei soldi come fanno i consiglieri ricorrenti e sobbarcarsi tutti questi ricorsi, dimostra che loro ci credono veramente. E non è facile oggi trovare chi, per fare politica, ci rimette del suo. Anzi, da complimenti sinceri.

sabato 8 marzo 2025

Frollini flash (cronaca friabile della settimana)

ROSETO. È stata la settimana del pluriassessore Francesco Luciani, delegato dal sindaco ad occuparsi un po' di tutto: dalla scuola Romani alla biblioteca; dai buoni-mensa scolastici alle manifestazioni musicali estive. Ed in tutte queste attività, secondo l'opposizione, potrebbero sorgere dei dubbi circa la serenità della sua valutazione politica.

1° marzo. Ed allora Musk? L'assessore Luciani vanta su Il Centro suoi successi professionali e si lamenta (ancora) del conflitto d'interessi rimproverato dall'opposizione. L'impressione è che non esiti a presentarsi come perseguitato in cerca di solidarietà onde continuare la sua opera di benefattore della città. Ma c'è da capirlo. Di fronte a giganteschi conflitti d'interesse (l'america insegna) che sarà mai il suo? Ed in ogni caso lo terrebbe in scia con lo spirito dei tempi.

2 marzo. Ma un'interrogazione no? Che agli organi tecnici ministeriali piacesse emigrare la caserma dei carabinieri al nord della città non v'erano dubbi. Lo conferma un comunicato municipale. Del resto, gli uffici di matrice governativa o regionale, quelli che dipendono dai gabinetti del governo Meloni per intenderci, accolgono sempre con ottima predisposizione d'animo le proposte del sindaco Nugnes. Tante perplessità, invece, sulla sorte che sarà riservata all'attuale palazzina sede dell'Arma. Ma un'interrogazione sul punto no?

3 marzo. Povera Villa, che male ha fatto! Si rivolgono all'ANAC (Ente nazionale per la trasparenza degli appalti) i consiglieri Teresa Ginoble (Si.Amo-Roseto) e Francesco di Giuseppe (Fratelli d'Italia) affinché valuti il citato eventuale conflitto d'interessi dell'assessore alla cultura, Francesco Luciani. In attesa del responso ANAC, tuttavia, un conflitto culturale, cui l'assessore ha assistito senza batter ciglio, è certo: lo spregiudicato svuotamento della siepe storica all'angolo nord della Villa, eseguito senza riguardo alcuno per il valore simbolico del luogo.

4 marzo. Luciani forever. Sale di tono la faccenda tiket-mensa per alcune scuole che hanno introdotto il tempo pieno. Al centro sempre lui, l'assessore Luciani, che tra le citate infinite deleghe ha appunto le scuole. Questa volta l'opposizione l'accusa di aver applicato l'aumento in modo totalmente ingiusto. I frollini sono persuasi che non fosse stato lambito dal conflitto d'interessi di cui sopra, questo caso sarebbe stato meno accentuato e comunque meglio gestibile. È chiaro che se passi per colui che ha votato un finanziamento ad un'associazione di cui sei stato fondatore, poi è difficile dire che l'aumento della mensa va bene. Di qui l'utilità, in questi casi, delle dimissioni. Purtroppo per l'assessore, però, né lui né il suo sindaco condividono questo semplice principio liberale. Del resto, loro non sono liberali.

5 marzo. La stampa è con lui. Soltanto immaginare di emanare un ordine (con multe da 25 a 500 euro) per chi libera palloncini o coriandoli (e poi nemmeno riuscire ad applicarlo) potrebbe esporre, proprio per materia, a qualche nota caricaturale. Ed invece nulla, silenzio assoluto. E questo è il segno plastico di quanto il Sindaco sia considerato un uomo potente. Non in sé, ma quale interprete a livello amministrativo della politica dei poteri forti, dei padroni del vapore come si diceva un tempo. Un dato che i suoi avversari sottovalutano. Ed invece dovrebbero temerlo anzitutto.

6 marzo. Tre alberi e dieci foto. Preceduti dal solito annuncio dall'alea profetica, genere rivoluzione del mondo, Marco Borgatti fa sapere che pianterà 3 (diconsi tre) alberi alla Villa. Ma lui non dice tre: troppo semplice. Sostiene che porterà il totale delle piante dimorate negli ultimi due anni da 237 a 240. Ora, a parte che tre mesi fa disse, sempre riferito agli ultimi due anni, che erano 227, anzi 225; a parte dunque i 10-12 che avrà piantato nel frattempo fuori notizia, ed aspettando gli altri 200 che promette per l'autunno, è possibile che codesta impostazione metodologica, senz'altro utile nelle intenzioni Borgattiane, sia considerata una sorta di vangelo dalle scuole che la seguono? Fa riflettere.

7 marzo. Grande fratello in agguato? Sembrerebbe che per attivare le telecamere comunali occorra una marea di passaggi burocratici. Altrimenti, sostiene il sindaco, potrebbero funzionare da grande fratello. Telecamere o meno, però, i malviventi avranno vita grama tra qualche giorno. È in arrivo infatti un bestione fuoristrada da 4 metri e 60 centimetri, quasi 17 quintali di stazza, in prossima dotazione ai vigili urbani. Con il quale si potranno agevolmente inseguire i ladruncoli che eventualmente fuggissero dentro i vicoletti del centro. Ah, l'auto, una Toyota Rav4 da 2 mila e 500 di cilindrata, è acquistata a noleggio per l'economico prezzo di 63 mila euro circa.

8 marzo. Festa della donna. I frollini escono solitamente il sabato. Questo sabato è la Festa della donna. Sarà, come al solito, colma di manifestazioni pubbliche che non modificano d'uno spillo la vita reale delle donne reali, ma fanno tanta pubblicità ai sindaci ed alle loro coorti amministrative. E tanto basta. A loro e, purtroppo, anche a molte donne.

Frollini flash (cronaca friabile della settimana)

ROSETO. Torna alle cronache, grazie ad una parte della stampa teramana, la vecchia questione del conflitto (politico) degli interessi. Ma n...