Certo, la redazione di tali elaborati pare piuttosto costosa. Per la bisogna infatti sono stati appostati nel bilancio comunale ben 95 mila euro. Alla compilazione delle tavole progettuali, infatti, verranno chiamati quasi certamente dei liberi professionisti, ovviamente da remunerare per le prestazioni.
Augurandosi sia chiaro che “l'intercettazione” suddetta dirotti a vantaggio degli intecettatori il denaro sufficiente a finanziare le opere che verranno progettate, ovvero che i fogli progettuali non restino dispersi nell'aere, fa specie però osservare che tra loro compaia anche il completamento del pontile. Ora, il pontile è in corso di ristrutturazione da un paio d'anni. Il provvedimento con il quale partì il tutto risale al 2018, quattro anni fa. Vi sono state già corpose progettazioni, come la tabella di cantiere testimonea. Possibile, uno si chiede, che per completare il lavoro bisogna riprogettar da capo la parte mancante?
Certo, è possibilissimo. Anzi, visto che è stato scritto nero su bianco è proprio così. Va bene tutto, per carita. Ma la domanda è: possibile che all'epoca non si poteva progettare l'intero intervento e poi realizzarlo per parti? Davvero l'Italia è un paese stupefacente: il Paese dei progetti! È come se io dovessi costruirmi una casa con due appartamenti. Siccome non ho tutti i soldi subito ne realizzo prima uno poi l'altro. Ma li progetto insieme perbacco! Mi faccio fare il progetto della casa intera e poi pian piano che entrano i quattrini costruisco per parti!
Sembra buon senso. Ed invece par proprio che non sia andata così.
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